Tor Fiscale

Tor Fiscale è il nome della zona urbanistica 9c del IX Municipio del comune di Roma. Si estende sul quartiere Q.VIII Tuscolano.

Il Parco
Il  limite a sud del IX Municipio è interessato da una vasta area verde pubblica, e da un piccolo quartiere che prendono il  nome dalla Torre del Fiscale (XII-XIII sec.);

Si tratta di una  antica torre ancora ben conservata, edificata sulla linea degli acquedotti romani Claudio ( 52 d.C.) e Felice (1585 d.C.) che corrono parallelamente lungo tutto il Parco, creando una forte suggestione visiva.

Protetto dalla Soprintendenza Archeologica di Roma e dal Parco Regionale dell’Appia Antica, il territorio di Tor Fiscale, ricco di  resti storici, testimonia in diversi tratti,  il tracciato dell’antica Via Latina, con presenza di Sepolcri e resti di  Ville Romane.

Nel 2001,  un forte impegno tra Comune di Roma e IX Municipio, permette l’annessione al Parco di  nuove aree,  si tratta di circa11 ettaridi verde che includono 2 casali (destinati a museo e a centro culturale con ristoro), estesi frutteti, aree verdi; viene inoltre realizzata una pista ciclabile  e pedonale che  in futuro si raccorderà con il  progetto complessivo del circuito  previsto dal Comune di Roma per il  collegamento  ciclabile tra i parchi e le aree cittadine.

Il Parco è raggiungibile da Via Appia Nuova, da via del Quadraro, o da vicolo dell’Acquedotto Felice seguendo la pista ciclabile.

Da questa entrata  si accede  alle zone più alte del Parco, da qui si possono vedere la linea dell’Appia Antica, la tomba di Cecilia Metella,  il Parco delle Tombe Latine, il Parco della Caffarella,  e, procedendo verso sud, dove la linea dell’Acquedotto Claudio si consolida, attraverso sentieri immersi nel verde, si possono raggiungere  la Villa dei Quintili e poi quella dei Sette Bassi.

Anche se non ancora ultimato, il Parco di Tor Fiscale offre ai visitatori  scenari unici.

Qui si possono osservare attraverso le arcate  degli  Acquedotti Romani,  i vecchi e silenziosi casali agricoli e gli orti; passeggiando  tra i frutteti,  ovunque si volga lo sguardo, si può ammirare il paesaggio dominato dalla maestosa Torre del Fiscale, all’incrocio tra gli acquedotti che un tempo (539 d.C.) furono utilizzati per il Campo Barbarico di Vitige  Re dei Goti; il sito è raggiungibile percorrendo la pista ciclabile e pedonale.

La morfologia del terreno è particolare, infatti seppur ormai invisibili, scorrono nel sottosuolo numerosi corsi d’acqua, facilmente identificabili seguendo la linea dei canneti; ci sono sbalzi di quota rilevanti con presenza di numerose gallerie visitabili (circa18 km),  oggi utilizzate per la coltura dei funghi.

La flora è quella tipica mediterranea, particolari sono i  cespugli di assenzio e quelli dei capperi, che riescono a crescere abbondanti sulle mura degli acquedotti;

Colorano l’intero paesaggio i canneti, le macchie gialle di ginestrino, il verde del pino marittimo, l’argento degli olivi, il bianco e rosa dei frutteti.

Nella parte bassa del Parco, ingresso di via di Torre Branca,  si trovano importanti resti dell’Acquedotto Claudio, c’è un’ area giochi con zone d’ombra e panchine; di lato si trova un frutteto aperto al pubblico,  che viene utilizzato per laboratori di educazione ambientale.

Uscendo dal Parco  in Via di Torre Branca,  si raggiunge Via di Torre del Fiscale che attraversa l’area dei Casali dell’antica Vaccheria edificata anch’essa su resti romani.

Il Casale Rampa e il suo piccolo borgo, rappresentano il cuore del quartiere, che oggi si  estende fino a Via Appia Nuova.

La straordinaria vicinanza ai siti  più importanti del Parco Regionale dell’Appia Antica, pone Tor Fiscale al centro di innumerevoli percorsi turistici;

Da diversi anni l’Amministrazione Comunale ne sta curando la promozione  attraverso  interventi di riqualificazione, manutenzione e tutela.

Durante l’anno, seguendo il ciclo delle stagioni, vi si svolgono  manifestazioni culturali, visite guidate,  laboratori ambientali, Sport e Centri Estivi per ragazzi.

La Torre
L’alta Tor Fiscale si trova a poco più di 1000 m. sulla sinistra del km 8 dell’Appia Nuova nel punto in cui l’acquedotto Marcio e l’acquedotto Claudio vengono ad incrociarsi, si erge la Torre del Fiscale, alta circa 30 metri.
Risale al XIII sec., ha una struttura quadrata , costruita con blocchetti di tufo e qualche fila di mattoni, piccole finestre rettangolari con cornici di marmo.
L’interno presenta tracce delle volte che coprivano i piani principali.
La torre era circondata da un antemurale, in blocchetti di tufo e mattoni, ora non più visibile; se ne potevano scorgere alcuni tratti, nel lato settentrionale, alla fine degli anni quaranta.
L’origine della torre è collegato alla creazione del Campo Barbarico quando nel 539 d.C. i Goti di Vitige strinsero d’assedio la Roma di Belisario accampandosi in quest’area trapezoidale chiudendo le arcate degli acquedotti.
Il primo ricordo della torre cade nell’anno 1277, quando Riccardo Annibaldi cedette a Giovanni del Giudice la Tenuta chiamata Arcus Tiburtinus, con torre e renclaustro.
Nel medioevo il luogo era chiamato “Arco di Travertino” e segnava anche il punto in cui l’acquedotto Claudio scavalcava la via Latina.
Tor Fiscale, nei secoli che seguirono, si chiamò in vari modi, prendendo per lo più il nome dai proprietari che via via vi si succedevano.
Nell’anno 1363 è chiamata “Turris Iohannis” a testimonianza del suo possesso da parte della Basilica di S. Giovanni in Laterano.
Con il nome Turris Brancie è ricordata in un documento del 1385 mentre nel 1397 si parla del Casale olim Brancie et nunc heredum Pauli Bastardelle. Nel 1422, sebbene appartenesse ancora alla famiglia Bastardella, la torre è indicata nel 1422 come Turris Brancie alias dictus Arcus Tiburtinus.
Il nome Tor Fiscale che compare nel secolo XVII, è dovuto ad un certo Monsignor Filippo Foppi “fiscale” (tesoriere) pontificio, che verso il 1650 aveva delle vigne nei pressi. 

Storia

Il primo nucleo abitativo, di agricoltori, si stanzia nella Vaccheria Tor Fiscale (Casale Rampa) nei primi del ‘900.  La Vaccheria venne costruita sulle rovine di manufatti risalenti a epoca romana che sorgevano sui lati della antica Via Latina (via Campo Barbarico).

Le cave per l’estrazione della pozzolana nei  primi decenni del ‘900, con un massiccio sfruttamento dovuto alla nuova edilizia,  modificheranno il territorio.

Negli anni ’30 nuovi “ortolani” arrivano  e ampliano i terreni  coltivabili, lungo la via Celere (via di Torre Branca) e fino agli acquedotti romani; sfruttando i numerosi corsi d’acqua, realizzano una fitta rete di canali di irrigazione.

Nella fascia vicina alla via Appia Nuova si sviluppa un polo “industriale”: una fabbrica di tendoni, un allevamento di castori, grandi falegnamerie, una importante tintoria, marmisti e tanti  altri artigiani.

Nascono strutture di ricezione, come la Trattoria “la Collinetta”, e verso il IV miglio della Via Appia Nuova, l’azienda agraria e trattoria “L’Uva di Roma”, conosciute dai frequentatori dell’Ippodromo delle Capannelle  e dai “fagottari” nelle gite fuori porta.

Nell’area della Vaccheria, oltre alle abitazioni dei contadini nei Casali, c’erano le stalle e i vasconi dove si lavavano ortaggi e  fiori, c’erano molti fienili, uno di questi, più tardi e fino al  1953, svolgerà la doppia funzione di scuola e chiesa.

Nel 1954 si  termina la costruzione di una vera Chiesa, S. Stefano Protomartire.                     

Oggi, chi viene a  Tor Fiscale, trova un quartiere che si è salvato dalla edificazione selvaggia, sebbene anche qui ci sia bisogno di riordinare ciò che è stato costruito in assenza di un Piano Particolareggiato urbanistico finalmente approvato nel 2001. 

Tuttavia, Tor Fiscale  ancora conserva un nucleo storico-archeologico-ambientale di notevole pregio che lascia stupiti i visitatori che osservano la straordinaria vicinanza alla città e al contempo una atmosfera distaccata, un ritmo tranquillo,  più vicino alla qualità della vita.

Più che un quartiere è un paesino all’interno della città; verde, suoni notturni lontani dal traffico e scorci di paesaggi antichi, condizionano positivamente l’immaginario.  

 

2 pensieri su “Tor Fiscale”

  1. Buon giorno a tutti,
    ho appena letto questo articolo, inviatomi da una collega,
    apprendendo le preziose e curiose informazioni sul quartiere di Torre del Fiscale.. che da oltre dieci anni mi affascina e stupisce. Ultimamente passeggiando per le vie più interne e caratteristiche della zona, ho visto la famosa dimora della grande Madre Teresa di Calcutta, dove la stessa accoglieva e assisteva i “più poveri dei poveri”..
    Confermo gli scenari e percorsi meravigliosi che la caratterizzano..e spero che il rilancio edilizio..dia alla zona l’importanza e il rispetto che merita..
    Grz , Clodia.

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